Friday, September 29, 2006

Cinque Considerazioni / 2

Il film che aspettavo è arrivato
Odio blogspot
Mi piace scrivere cose senza senso anche se il senso poi, si sa, nasce dall'incontro tra il lettore e il testo
Ah, il film è Clerks Due

Per me in particolare sarebbe come sconfessare parte della mia
storia professionale, visto che da presidente dell'Iri in quegli anni ho avviato
uno dei più consistenti processi di privatizzazione intrapresi in Europa

Wednesday, September 27, 2006

Cinque Considerazioni



246/250 la bottiglia di barbera più buona
Lost mi piace parecchio e solo ora lo sto scoprendo
La Champions è noiosa ma ne sono convinto da molto
Odio blogspot
Ich bin nur einer von vielen.
Dafür
aber der Beste!

2020, ecco come sarà il Mondo

Pervasività totale di Internet, lavoro online e terrorismo luddista antitecnologico. Questo lo scenario disegnato dall'ultima ricerca Pew basata sulle previsioni di oltre 700 esperti di nuove tecnologie

Roma - Cosa ci attende nel futuro? I ricercatori del Pew Internet & American Life Project hanno intervistato oltre 700 esperti di nuove tecnologie nel tentativo di definire lo scenario sociale che Internet e gli strumenti digitali contribuiranno a plasmare nei prossimi 15 anni. I risultati di questa indagine futurologa si riferiscono al 2020: Internet sarà ovunque, l'Inglese sarà la lingua universale e nasceranno gruppi organizzati e violenti di luddisti antitecnologici.

Secondo Lee Raine, direttore del Pew e coautore dello studio, Internet raggiungerà tutto il globo: India, Cina ed America Latina saranno i nuovi punti di riferimento nella comunità globale degli utenti telematici. Le opportunità di telelavoro saranno abbondanti e produrranno nuove ricchezze ed opportunità per i cittadini del "Villaggio Globale". Tuttavia, il 49% degli intervistati non è convinto che il Mondo del 2020 sarà migliore di quello attuale: l'espansione delle nuove tecnologie sarà tutta a detrimento della privacy.

L'aspetto più interessante (ed allarmante) del rapporto stilato dal Pew è la questione del luddismo: secondo il 60% dei 742 esperti interpellati, l'avversione ideologica ai progressi della tecnica e della scienza sarà il nucleo fondante di una nuova tipologia di terrorismo in chiave antitecnologica. "Entro il 2020", ha dichiarato Raine, "nasceranno nuove sottoculture, formate da persone che rifuggono il progresso tecnologico come antidoto al sovraccarico informativo portato da Internet".

Lo stile di vita "antitecnologico", paragonabile a quello delle comunità Amish, verrà propugnato con atti di violenza. Per Thomas Narten, membro della Internet Engineering Task Force di IBM, Internet finirà nel mirino del terrorismo antitecnologico: "Le strutture di Rete, sempre più fondamentali, potranno essere scelte come bersaglio per atti terroristici".

I robot ed i sistemi dotati di intelligenza artificiale, si legge nel rapporto Pew, diventeranno sempre più potenti e rimpiazzeranno gradualmente numerosi compiti svolti dall'uomo. Per il 42% degli intervistati, "agenti intelligenti di vario tipo prenderanno il controllo delle funzioni di sicurezza, di sorveglianza e di controllo delle attività umane". Uno scenario che comporterà vari rischi e nuove tipologie di dipendenza tecnologica, "fino a quando sarà troppo tardi per evitare che la tecnologia sfugga completamente dal controllo umano".
Fantascienza? Un grande scrittore di sci-fi, Arthur C. Clarke, qualche anno fa sostenne che gli uomini dovevano sperare "che i computer ci trattino con benevolenza. Ma io temo che le macchine si sentiranno in diritto di trattarci come meritiamo".

Tuesday, September 26, 2006

Pullo numero Uno

Relax post abbuffata di pranzo, post mattinata di lettura archivio svacco, post viaggio di 70 minuti casa-cologno, post... si dai, quasi quasi scriverò un post.
Dopo quasi 20 giorni di silenzio torno a parlare. Giorni incasinati prima dalla panoramica (mammamia 'na vita fa!) poi dall'inizio del lavoro. Qui tutto ok, oggi mi dedico al blog anche perché i capi sono ancora a Londra con il Confa e qui c'è molta tranquillità. Volevo riprendere a scrivere dopo una vittoria del Napoli come mi si suggeriva ma qui tardano ad arrivare i tre punti. Ne apporfitto per mandare saluti allora. Saluto chi non ho ancora visto e chi ho visto poco, chi vedo spesso e chi vedo sempre, chi mi vede ovunque e qui non mi vede affatto, qui mi vorrebbe vedere e chi mi vorrà, chi... ronf ronf...oh, cosa!!! ah:
Relax post abbuffata di pranzo, post mattinata etc etc
Un saluto infine all'ultimo arrivato su questa terra. Oggi alle 12.35 ho ricevuto la telefonata che aspettavo da tempo. E son finalmente lieto di dare per primo l'annuncio della nascita del Primo Pullo. Cos'è un Pullo? E' il mostriciattolo nella foto ad inizio post.
Un altro motivo della mia assenza: odio blogspot!

Saturday, September 09, 2006

Ricomincio da Tre...viso


Perso tra i film di Locarno e Venezia, tra brooklyn e scampia, i problemi di un bambino della campagna alsaziana e le perversioni sadomaso di un'assistente sociale sessantenne con un delinquente di 16 anni ricomincia il gioco del pallone.
E ricomincia nel migliore dei modi.
Assistente: buona la prima, grande prestazione... che freddo a meno diciannove

Wednesday, September 06, 2006

H&M live in Calamosche







Pasquale e Angelina

Io e Pasquale legammo molto. Quando parlava dei tessuti sembrava un profeta. Nei negozi era pignolissimo, non era possibile neanche passeggiare, si piantava davanti a ogni vetrina insultando il taglio di una giacca, vergognandosi al posto del sarto per il disegno di una gonna. Era capace di prevedere la durata della vita di un pantalone, di una giacca, di un vestito. Il numero esatto di lavaggi che avrebbero sopportato quei tessuti prima di ammosciarsi addosso. Pasquale mi iniziò al complicato mondo dei tessuti. Avevo cominciato anche a fequentare casa sua. La sua famiglia, i suoi tre bambini, sua moglie mi davano allegria. Erano sempre attivi ma mai frenetici. Anche quella sera i bambini più piccoli correvano per la casa scalzi. Ma senza fare chiasso. Pasquale aveva acceso la televisione, cambiando i vari canali era rimasto immobile davanti allo schermo, aveva strizzato gli occhi sull'immagine come un miope, anche se ci vedeva benissimo. Nessuno stava parlando ma il silenzio sembrò farsi più denso. Luisa, la moglie, intuì qualcosa, perchè si avvicinò alla televisione e si mise le mani sulla bocca, come quando si assiste a una cosa grave e si tappa un urlo.In tv Angelina Jolie calpestava la passerella della notte degli Oscar indossando un completo di raso bianco, bellissimo. Uno di quelli su misura, di quelli che gli stilisti italiani, contendendosele, offrono alle star. Quel vestito l'aveva cucito Pasquale in una fabbrica in nero ad Arzano. Gli avevano detto solo: 'Questo va in America'.

Pasquale aveva lavorato su centinaia di vestiti andati negli USA. Si ricordava bene quel tailleur bianco. Si ricordava ancora le misure, tutte le misure. Il taglio del collo, i millimetri dei polsi. E il pantalone. Aveva passato le mani nei tubi delle gambe e ricordava ancora il corpo nudo che ogni sarto immagina. Un nudo senza erotismo, disegnato nelle sue fasce muscolari, nelle sue ceramiche d'ossa. Un nudo da vestire, una mediazione tra muscolo, ossa e portamento. Era andato a prendersi la stoffa al porto, lo ricordava ancora bene quel giorno. Gliene avevano commissionato tre, di vestiti, senza dirgli altro. Sapevano a chi erano destinati, ma nessuno l'aveva avvertito.In giappone il sarto della sposa dell'erede al trono aveva ricevuto un rinfresco di Stato; un giornale berlinese aveva dedicato sei pagine al sarto del primo cancelliere donna tedesco. Pagine in cui si parlava di qualità artigianale, di fantasia, di eleganza. Pasquale aveva una rabbia, ma una rabbia impossibile da cacciare fuori. Eppure la soddisfazione è un diritto, se esiste un merito questo dev'essere riconosciuto. Sentiva in fondo, in qualche parte del fegato o dello stomaco, di aver fatto un ottimo lavoro e voleva poterlo dire. Sapeva di meritarsi qualcos'altro.

Ma non gli era stato detto niente. Se n'era accorto per caso, per errore. Una rabbia fine a se stessa, che spunta carica di ragioni ma di queste non può far nulla. Non avrebbe potuto dirlo a nessuno. Neanche bisbigliarlo davanti al giornale del giorno dopo. Non poteva dire: 'Questo vestito l'ho fatto io'. Nessuno avrebbe ceduto ad una cosa del genere.La notte degli Oscar, Angelina Jolie indossa un vestio fatto ad Arzano da Pasquale. Il massimo ed il minimo. Milioni di dollari e seicento euro al mese. Quando tutto ciò che è possibile è stato fatto, quando talento, bravura, maestria, impegno, vengono fusi in un'azione, in una prassi, quando tutto questo non serve a mutare nulla, allora viene la voglia di stendersi a pancia sotto sul nulla, nel nulla. Sparire lentamente, farsi passare i minuti sopra, affondarci dentro come fossero sabbie mobili. Smettere di fare qualsiasi cosa. E tirare, tirare a respirare. Nient'altro. Tanto nulla può mutare condizione: nemmeno un vestito fatto ad Angelina Jolie e indossato la notte degli Oscar.

Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra

Roberto Saviano

Friday, September 01, 2006

Passaggio di Consegne


Arriva Settembre e si compra il diario nuovo.
Un blog si è estinto ma un altro nasce, il brand è sempre lo stesso, lo spirito rimane uguale... anche se ora è diventato spot.
Passaggio di consegne, nativopartenopeo reloaded per i fan di marisa laurito nuda.
Ed era ora.
La vita ricomincia a Settembre.
E il vero capodanno è la fine dell'estate.