Oggi si festeggia non solo un onomastico importante. Oggi ricade un anniversario fondamentale. Ma prima di svelarlo vorrei raccontare altro.
Quando poco più di due anni fa decisi di aprire un blog mi serviva un’idea base sulla quale costruirlo. Il cardine di ogni blog è il titolo, l’indirizzo. Avevo poco tempo per trovarlo, diciamo in 15 minuti ne volevo uno. Ricordo puntalmente tutto. Pomeriggio estivo, aula informatica dell’università. Don Chisciotte e Sancho Panza, Martin Vazquez e Casagrande, Dani e Paul: come sempre, lui che guadagnava e io che gli facevo compagnia. Un nome, un titolo mi serviva per iniziare. Avessi seguito il suo suggerimento adesso questo spazio, come i precedenti, si sarebbe chiamato CIAUABOONGA… che avrei avuta anche difficoltà a fare lo spelling.
Poi un lampo, quando il cervello decide di creare all’improvviso inventa le idee migliori. Lo chiamerò NATIVOPARTENOPEO e sarà azzurro. Al momento e per le prime settimane non mi resi conto di nulla, solo successivamente… Raramente quando sono in giro a fare shopping trovo qualcosa che mi piaccia. Io funziono così: il mio occhio cade su un capo d’abbigliamento, mi piace molto, vedo il prezzo, mi piace assai, lo provo, mi sta perfetto, lo compro, è mio. Con il tempo mi accorsi che NATIVOPARTENOPEO mi calzava alla perfezione. Ero io.
Ma cos’è NATIVOPARTENOPEO? E’ innazitutto l’orgoglio di ciò che rappresento, delle radici alla base della mia esistenza. Ovunque sarò, ovunque la vita mi porterà, le radici restano e moriranno solo insieme a me. NATIVOPARTENOPEO è una sorta di ambasciatore non retribuito. Uno stagista di un consolato inesistente. Io sono, (virgola) e rappresento Napoli.
Infatti, quando mi chiedono di dove sono io rispondo: sono di Napoli ma vivo a Milano da tanto. “E quanto?” incalza solitamente l’interlocutore. “Bè, da tanto. Ormai saranno 15 anni” (ho sempre detto 15 anni senza mai contarli). “E vabbè, allora sei di Milano”. L’interlocutore solitamente è stupido, non capisce. A volte cerco di fargli capire in maniera analitica che anche se vivrò altri 150 anni a Milano io sarò sempre di Napoli. Altre volte lascio cadere il discorso. Dipende dall’interlocutore. Ormai saranno 15 anni ma potrebbero essere anche 150, caro interlocutore vanesio e superficiale.
Ecco, oggi li conto per la prima volta. E sono 20. Oggi NATIVOPARTENOPEO compie 20 anni. Un bambino di 4 anni, al suo terzo onomastico, lascia Napoli e sbarca a Milano: qualcosa è nato ma solo dopo ha avuto un nome.
Auguri NATIVOPARTENOPEO